Anni 70, che storia! Politica, musica, moda e non solo..

Anni 70, che storia! Politica, musica, moda e non solo..

Anni 70, che storia…

Intro Rapper’s Delight

Con questo brano possiamo dire che L’HIP HOP era ufficialmente nato

Anni 70…. Ho optato (in modo ironico) per questa introduzione in quanto un brano molto significativo di quel periodo, oltre ad essere conosciuto a livello planetario. Ormai è diventata una canzone senza tempo. Dopo questa mia “performance casalinga”, vi racconterò qualcosa più dettagliato che riguarda gli anni 70, e non mi soffermo soltanto alla musica…

Ready? Let’s go… buona lettura


A livello mondiale, gli anni ’70 furono un periodo piuttosto tumultuoso e di grande cambiamento, soprattutto a livello politico e sociale. Alcuni gruppi emarginati combattevano per l’uguaglianza, gli studenti protestavano per la guerra in Vietnam, la (s)fiducia regnava nei governi, (soprattutto in quello americano), si verificarono importanti scandali politici, e nel frattempo iniziò la rivoluzione digitale. Gli indimenticabili anni di Piombo in Italia… insomma… un decennio piuttosto movimentato su diversi fronti in varie parti del mondo.

La musica, la cultura e l’arte emergeranno più o meno nella prima metà degli anni 70.

In gran parte del mondo emersero sentimenti contro la guerra, e la contro-cultura e i disordini politici iniziarono a ripercuotersi già dagli anni ’60. 

Il rock folk americano raggiunse il suo apice negli anni ’70 e bande rock britanniche come i Rolling Stones e The Who continuarono ad essere enormemente popolari.


Verso la Libertà e mentalità aperta

Cose notevoli degli anni 70

Soprattutto la moda e le abitudini nel vestire cambiarono e le persone si sentivano sempre più libere e ribelli.

C’è una ragione per cui gli anni ’70 continuano ad essere uno dei decenni più eleganti di tutti i tempi. Dai razzi alle maniche a campana, i cappotti , le minigonne…etc

Gli anni ’70 hanno dato vita ad un mix poliedrico di influenze di stile che si sono evolute rapidamente in un arco di 10 anni. Le gonne sono diventate più corte, gli stivali più alti e lo spirito conservatorio si allontanava sempre di più.


Tecnologia e Scienza negli anni ’70

Cose notevoli degli anni 70

Per la prima volta si raggiunsero pianeti lontani con le sonde dei Voyager 1 e 2, e l’introduzione del primo microprocessore nel 1971 -(l’anno della mia nascita) – permise la creazione del personal computer, oltre che alla nascita di moltissimi dispositivi elettronici che impieghiamo ancora oggi. E non nego che a volte li butterei volentieri tutti nella latrina sinceramente… per davvero. (non lo farò, non sono scemo…però, è facile diventare schiavi della tecnologia)

apple logo

L’Apple “A 8 bit” fece il suo debutto nel 1977. Inoltre, i forni a microonde divennero sempre più popolari nelle case americane tanto che qualche anno più tardi arrivarono anche in Europa, per la gioia di chi non voleva fare da mangiare ogni sera. Fu una vera e propria rivoluzione.


Nel 1976, Betamax e VHS combattevano per la supremazia nelle guerre di registrazione video, e alla fine del decennio VHS arrivò per primo al vertice. I nastri a cassetta -(quanti ricordi e quante cassette ho a casa ormai piene di polvere)- introdotti negli anni ’60, divennero sempre più popolari negli anni ’70 e spinsero l’8-track nella pattumiera della storia.

Gli anni '70

Gli anni ’70 hanno inaugurato l’era dei videogiochi con l’apparizione della console Atari e giochi come PacMan. Io avevo il Commodore 64 ma qui parliamo già dell’inizio degli anni ’80.

Una cosa che assolutamente non sapevo, è che gli organismi venivano già geneticamente modificati nel lontano 1973, e nel 1977 venne sequenziato il primo genoma del DNA completo (l’ho letto poco tempo fa quando facevo una ricerca che riguardava prodotti naturali). A proposito di prodotti naturali, clicca qui per migliorare la vostra salute in breve tempo, rafforzando le cellule e dando un boost al sistema immunitario. 

Il computer MS_DOS e Microsoft

Nel 1975, Bill Gates e Paul Allen, che erano amici sin dall’infanzia, fondarono una società di software per computer, la Microsoft. Lo scopo originale dell’azienda era quello di creare software per un primo personal computer chiamato Altair 8800.

Alla fine del 1978, la società aveva raccolto oltre 1 milione di dollari di vendite e trasferirono il loro quartier generale nel down-town di Seattle dove erano cresciuti. Infatti, Gates nacque il 28 ottobre 1955 proprio a Seattle, dove viveva con le due sorelle. A volte ci penso e mi chiedo: come cavolo fanno i programmatori a capire ciò che fanno e a mettere insieme tutti numeri e codici in maniera da creare software e hardware? Boh! Geni.

Gli anni '70

Microsoft ha concesso in licenza il proprio sistema operativo MS-DOS a IBM per il suo primo personal computer. Nel 1985, Microsoft ha debuttato con il sistema operativo Windows ed è diventato pubblico 2 anni dopo. Con la sua offerta pubblica nel 1987, Bill Gates è diventato il miliardario più giovane del mondo all’età di …31 anni.

Steve Jobs e la sua mela

Gli anni '70

Appena un anno dopo la formazione di Microsoft, Steve Jobs e Steve Wozniak hanno creato Apple Computers. Apple è stata fondata il 1 ° aprile 1976 e divenne una società incorporata il 3 gennaio 1977. Per quasi 30 anni, il core business di Apple era la produzione di personal computer, ma oggi hanno ampliato i loro prodotti principali per includere smartphone iPhone, iPad Tablet, lettori multimediali portatili per iPod e linea di computer Mac. Ditemi se non avete nessun prodotto Apple a casa?!

Attualmente si stima che Apple abbia un valore di mercato di oltre $ 900 miliardi ( uhm what??)

Se non avete ancora visto il docu-film su Jobs, correte a guardarlo perchè merita assolutamente. È un pezzo di storia che l’ha cambiata per sempre. Oltretutto potrebbe essere una spinta per riprendere in mano la vita dopo qualche fallimento personale.

Il televisore , la televisione

Con sorpresa di molti, la qualità della programmazione commerciale in televisione migliorò notevolmente negli anni ’70. Probabilmente i programmatori informatici stavano già rispondendo alle lamentele sulla scarsa qualità della TV negli anni ’60, o chissà, magari stavano cercando di colmare il vuoto lasciato dal declino dell’attivismo politico e sociale.

Gli anni '70

Negli anni ’70 i programmi televisivi affrontarono alcuni difficili problemi sociali. Questi spettacoli dimostravano che il mezzo televisivo fu in grado di dare un contributo al dibattito nazionale sui cambiamenti collettivi, come il modo di pensare, il modo di vestirsi, nonché gli interessi in generale. Un po’ ciò che è accaduto ai nostri tempi con l’arrivo di internet.

Gli anni ’70 videro anche l’emergere della TV via cavo, che offriva soprattutto agli americani delle alternative alla programmazione standard sulle tre grandi reti. Stessa cosa succedeva in Italia ma venti anni dopo con l’arrivo delle reti di Berlusconi. Prima il focus era sulla tv di stato, ovvero Rai 1,2 e 3. Era impensabile per molti doversi alzare ogni volta per cambiare canale, perché ovviamente il telecomando era un oggetto sconosciuto ai quei tempi. 

Radio on Air 

La radio ha beneficiato molto della tecnologia avanzata negli anni ’70. Fino quel decennio la maggior parte dei programmi radiofonici aveva superato la banda AM. Ma man mano che le stazioni radio si orientavano sempre più verso la riproduzione di musica, molte stazioni portavano i loro segnali alla banda FM, che offriva una qualità del suono molto più elevata. Queste stazioni FM presto divennero più audaci, offrendo musica alternativa e programmazione più interessante. Alla fine del decennio, la banda FM era assolutamente dominante.

Gli anni '70

Mi ricordo che usavo la radio come fonte per registrare musica. Possiamo considerarla come la prima forma di pirateria musicale al mondo, ma quando avevo una nuova canzone preferita e non c’erano soldi a sufficienza nel mio salvadanaio per comprare il singolo da 45 giri, mi sedevo vicino alla mia radio con il registratore portatile e aspettavo, finché la canzone che volevo ad ogni costo iniziava a suonare. Premevo il pulsante di registrazione e catturavo gratuitamente tutti quei meravigliosi suoni che volevo imparare o ballare… hehehe.

Il Telefono portatile era utopia negli anni 70

Quasi tutti negli anni ’70 possedevano un solo telefono in casa (se fortunati).

Gli anni '70

Era un telefono rotativo che rimaneva in una posizione centrale, spesso attaccato al muro nel corridoio o in sala da pranzo. Se c’era qualcuno al telefono, dovevi solo sederti e aspettare che la chiamata terminasse. A quei tempi, pensare di portarsi ovunque un telefono che funzionasse indipendentemente era decisamente un’utopia.

Macchina da scrivere, una altra revoluzione

Decenni prima che esistessero le e-mail o gli sms, se scrivevi ad un tuo caro o ad un familiare, lo si faceva a man fatto (un processo piuttosto lungo e tremendo, soprattutto se avevi parecchio da dire)…

…oppure con una macchina da scrivere. L’inconfondibile clangore metallico dei tasti della macchina da scrivere che martellavano sulla carta è qualcosa che pochi di noi vissuti negli anni ’70 dimenticheremo. Non a caso quel rumore della macchina da scrivere viene spesso riprodotto all’inizio di qualche film attuale. Un rumore nostalgico?


La musica degli anni ’70 nel mondo 

Gli anni '70

In America la musica “nera” non era più categorizzata come underground o appartenente soltanto alla comunità black, bensì iniziò a prendere piede a livello internazionale. Il 18 settembre 1970, Jimi Hendrix venne trovato morto a causa di un’overdose. Meno di un mese dopo, il 4 ottobre, Janis Joplin sarebbe stata trovata morta in seguito ad un sovra-dosaggio.

Il vinile 

Per chi possedesse dischi in vinile, suggerisco di non venderli, in quanto fra qualche anno potrebbero valere molto di più rispetto il suo valore passato. 

Gli anni ’70 erano considerati un’età d’oro per i dischi in vinile. Molte persone avevano giradischi perchè quasi tutti potevano permetterseli. Gli ascoltatori di musica godevano di una vasta gamma di stili musicali diversi, e il decennio in questione ha persino dato vita a un nuovo genere di musica, che tra l’altro è tra gli stili più popolari oggi, ovvero l’hip-hop. In un altro articolo entro più in dettaglio a riguardo e spiego qualcosa sulla storia dell’hip hop, che fa parte della mia vita da sempre.

Con orgoglio custodisco tantissimi musicisti su vinile in versione LP , “45 e “33 giri. Me li tengo ben stretti, perché rappresentano un valore personale e un ricordo troppo bello di quel periodo che è terminato quando ho smesso a comprarli, ovvero intorno all’anno 2009. Per un certo periodo ho fatto anche il DJ, sia col vinile sia con i cd, ma ormai è soltanto rimasto un hobby, visto l’aumento di mille DJ spuntati come funghi. Tant’è vero che la maggior parte dei DJ 2.0 non ha mai suonato con i dischi in vinile, e se la cavano ormai con le chiavette USB. Nella mia collezione di circa 600/700 dischi in vinile trovate pop, rock, new wave, soft rock, hiphop, soul, e parecchi dischi house.

Uno di questi dischi in vinile che mi è piaciuto da subito è dei Sugar Hill Gang, che si fecero riconoscere soprattutto per l’hit mondiale “Rapper’s Delight” (vedi video d’introduzione). La band colpì le onde radio nell’ottobre del 1979 e spesso viene accreditata come il gruppo che portò l’hip-hop alla ribalta. Una raffica di parole messe insieme per circa 15 minuti non stop. Ci sono due versioni di questo brano; la versione radio edit e quella da esibizione live che dura tre volte tanto. Il singolo “Rapper’s Delight” lanciò l’hip-hop come fenomeno multimiliardario, e il resto è storia recente. 

Il Walkman creato da Sony. La musica diventa portatile

L’introduzione del Sony Walkman cambiò definitivamente il gioco musicale. Mentre le cassette pre-registrate furono introdotte negli anni ’60, la maggior parte delle persone sceglieva ancora di ascoltare il vinile a casa.

Gli anni '70

Il 1 ° luglio 1979, Sony lanciò il suo lettore musicale portatile “Sony Walkman”. Era il desiderio del co-fondatore di Sony, ossia un dispositivo che potesse riprodurre la musica da ascoltare mentre si camminava. In quanto la tecnologia non era cosa così nuova, un dispositivo di riproduzione musicale portatile e privato lo era a qui tempi. Sony superò di gran lunga le aspettative di vendita, andando oltre le 50.000 unità nei suoi primi due mesi di rilascio… il resto è decisamente storia. Credo che tutte le persone nate negli anni ’60 o ’70 abbiano avuto un walkman portatile. Era un oggetto “must”.

Quando penso agli anni ’70, ovviamente penso in primis alla musica di quegli anni.

Gli anni '70

Non so voi, ma appena tolsi il pannolone mi misi a ballare ovunque. Quando riuscì a mettere cinque parole consecutive, iniziai a cantare ciò che più mi piaceva. Naturalmente alternavo con qualche bla bla bu guu bu ba, ma piano piano imparai le canzoni che proponevano in radio ed iniziai una sorta di playback, per poi cantare a squarcia voce.

La vita notturna e concerti

La discoteca emerse verso la seconda metà del decennio con band come The Village People (chi non ha mai ballato quel YMCA? Io non più di tanto, mi rifiutavo). Anche gli ABBA e BeeGees contribuirono alla nascita dei locali di svago danzante. I Beatles invece annunciano la loro rottura il 10 aprile 1970, prima dell’uscita del loro ultimo album, “Let It Be”.

Jim Morrison & Elvis Presley

Elvis Presley divenne il primo intrattenitore a condurre una trasmissione in diretta via satellitare con il suo concerto di Aloha dalle Hawaii il 14 gennaio del 1973. Pensate che la sua performance venne vista da molte più persone di quelle che assistettero allo sbarco sulla Luna qualche anno prima. Forse perché la gente credeva più in Elvis che in Armstrong? Un altro giorno triste per i fan del rock fu quando Jim Morrison venne trovato morto a Parigi il 3 luglio dello stesso anno. Il 16 agosto del 1977, Elvis venne trovato morto dalla moglie e dalla figlia a casa sua all’età di 42 anni.

Un altro ricordo che ora mi torna in mente è la discoteca in cui si danzava praticamente sui roller. Era una realtà nata negli anni ’70, anche se io ci andai all’inizio degli anni ’80 perché ero ancora troppo giovane. Ricordo queste feste con affetto, ed è un miracolo che non mi sia rotto le ossa cercando di ballare insieme a qualche ragazza sulla quale volevo fare colpo (facendo colpo davvero aggiungo modestamente). Era una moda anche in Italia? Una figata davvero (scusa ma il gergo ci stava).

Gli anni '70 discoroller

Il cinema 

Il cinema conosce il suo boom in assoluto con film come The Godfather (1972), Jaws (1975) e Star Wars (1977).

Per non parlare di “The Exorcist” (1973), che vidi per la prima volta con mia zia nel 1979, quando non avevo neanche 9 anni, e mi ricordo che NON dormivo più senza la luce. Disgraziata zia che non era altro. Lol.


Gay Pride

Il movimento per i diritti degli omosessuali prese piede negli anni Settanta, con la prima parata di orgoglio gay americana tenutasi a New York City nel 1970 e con l’elezione in carica della prima persona gay dichiarata nel 1974. Poi si diffuse rapidamente in tutto il mondo, anche se tutt’ora in alcuni stati o paesi rimane ancora un tabù.

anni 70 gay new york

Garfield the Cat, un fenomeno nato negli anni 70

Chi non guadava Garfield da piccolo?

Garfield è un fumetto americano creato da Jim Davis. Il personaggio in questione è un gatto pigro, malizioso lamentoso. Il fumetto debuttò nel 1978 e si componeva di quattro personaggi principali: Garfield, Jon Arbuckle, Odie e Lyman, proprietario di Odie. Il cartoon fu un successo quasi immediato ed entro tre anni dalla sua uscita apparve in oltre 850 giornali e nel 2002 in 2.570. Pensate che tutt’oggi il Gatto Garfield sta andando ancora forte ed è disponibile sia in versione cartacea che online.

Garfield subì grandi cambiamenti stilistici, evolvendosi dallo stile degli anni 1976-1983, ad un aspetto più da cartone animato dal 1984 in poi. Questo cambiamento influenzò principalmente il design di Garfield, che subì un’ “evoluzione darwiniana” per chiamarla così, in cui iniziava a camminare sulle zampe posteriori, era dimagrito ed ora aveva uno sguardo più lesso. Mi divertivo troppo a guardarlo e ammetto che era veramente ben fatto. A volte sembrava più per adolescenti e adulti che per i bimbi piccoli.

Parlando di gatti e bimbi, butta un occhio sul mio articolo che parla proprio di gatti e bimbi. Clicca qui.


La moda degli anni 70

anni 70

Ho pensato di creare un elenco delle tendenze della moda degli anni ’70”. Non è stato così difficile perché le tendenze tornano sempre in voga, così come adesso noto che qualche input di quegli anni sta tornando. Come tante mode del passato, è un po’ come un ciclo

Negli anni ’70 la moda è stata per lo più influenzata da generi musicali tipo punk, glam rock, rock psichedelico alla Jimmy Hendrix.

Ma tanti hanno anche preso spunto da altre fonti di intrattenimento quali programmi televisivi. Ma non era solo la TV ad avere influenza sulle tendenze della moda ma anche il cinema. Basta pensare a film come Saturday Night Fever e Grease risveglio degli anni ’50 e un revival alla rockabilly.

anni 70

Gli anni ’70 furono un periodo tanto divertente quanto importante, perché molti look anni ’70 possono essere considerati come un passo avanti, soprattutto per quanto riguarda il femminismo.

Negli anni ’70 la moda era selvaggia e molto varia. Le stampe selvagge e gli abiti in poliestere erano particolarmente popolari. Tra gli accessori più importanti c’erano le scarpe con la zeppa, con le suole spesse tra i due e i quattro pollici. Indossate da uomini e donne, le scarpe con le zeppe erano in tutti i negozi e negli armadi di mezzo mondo. 

Gli anni ’70 furono sicuramente anni importanti per la moda. Oltre alle zeppe con i plateau c’erano i pantaloni a campana, il denim, le piume, le frange, i pizzi, il raso e le paillettes.

È evidente che gli anni ’70 siano stati in grado di preservare l’aspetto hippy degli anni ’60 dandogli un aspetto più moderno e raffinato.

anni 70

Gli anni ’70 furono un’epoca in cui la moda si stava evolvendo in diversi stili. Ha visto la nascita dell’approccio anticonformista casual chic alla moda, come le scarpe da ginnastica, i jeans e le t-shirt. Diamo un’occhiata alle principali tendenze della moda degli anni ’70.

Qui sotto ho elencato alcune tendenze moda degli anni ’70. Io ero bimbo, ma alcuni flash mi tornano, soprattutto se penso a come erano vestiti i miei. Quando io avevo sei anni, mia madre ne aveva 26 e mio padre 30… ragazzi insomma. Lol


Scarpe con zeppa

anni 70

Vorrei tornare un attimo sulle scarpe con le zeppe di cui parlavo prima.

Queste scarpe erano una tendenza di moda popolare che di solito si vedeva sulla scena della discoteca e durante la vita notturna. Le zeppe si abbinavano facilmente ai pantaloni con il fondo a campana, agli abiti, alle tute e alle camicie. Le scarpe con la zeppa negli anni ’70 erano generalmente realizzate in sughero e plastica (alcune addirittura in legno). Erano presenti in tutti colori, forme e materiali. Tanto da poterle indossare per ogni occasione.

Hot pants

Questi pantaloncini corti esplosero nel mondo della moda degli anni ’70 ma anche gli ultimi anni. Non mi esprimo sui soggetti che li mettono oggigiorno, ovvero… il buon senso a volte manca. Comunque, promesso..niente polemica.

anni 70 hot pants

Negli anni ’70 i pantaloncini divennero uno spettacolo regolare sulle passerelle di Parigi e Roma, per le strade e nelle discoteche. Erano spesso realizzati con tessuti in denim, velluto e raso. I pantaloncini “hot” sono considerati l’incarnazione del progresso sociale e culturale degli anni ’70.

Almeno, sembra che abbiano influenzato parecchio la libertà femminile.

Pantaloni elefante, o pantaloni a zampa

I pantaloni con fondo a campana erano una tendenza di moda popolare con gli hippy negli anni ’70 perché mostravano un’atmosfera rilassata per non dire “scialla”… (beh, sarà per colpa dei pantaloni od altro? lol).

anni 70

Non passò molto tempo prima che diventassero una tendenza nella moda tradizionale, sia per gli uomini che per le donne, grazie anche a celebrità come Farrah Fawcett e al popolare gruppo musicale Sonny e Cher,spesso visti sfoggiare questo genere di pantaloni. Agli uomini piaceva abbinare i pantaloni a campana in poliestere e a giacche da abito, mentre le donne preferivano indossare pantaloni a campana portati a vita alta.

Abiti maxi da donna

È l’abito giusto per il movimento neo-femminista e per la cultura hippy popolare negli anni ’70. Questi abiti si concentrano spesso su temi come dee, natura e moda folcloristica, e spesso presentano stampe floreali o paisley. I maxi abiti erano facili, eleganti e comodi da indossare, perché erano realizzati con materiali naturali e avevano stampe femminili, motivo per cui questo abito diventò una tendenza di moda popolare tra le donne negli anni ’70.

anni 70

Il 20 gennaio 1971 Coco Chanel muore nel suo appartamento al Ritz Hotel. Il giorno successivo, Yves Saint Laurent , che faceva spesso riferimento a Chanel nelle sue collezioni, sciocca l’industria della moda con una collezione che ha preso in prestito pesantemente dalle influenze degli anni ’40. I detrattori all’epoca chiamavano la collezione “brutta” e pensavano che fosse troppo presto un promemoria della seconda guerra mondiale.

Tra poco sicuramente questo stile lo ritroveremo nelle vetrine di tanti negozi di alta moda. È un ciclo, e a mio avviso tra breve saremo nuovamente in pieno vogue anni ’70

Wonder Woman

Armata di arguzia, forza, un lazo di verità e un piano invisibile, Lynda Carter debuttò come Wonder Woman il 25 novembre 1975. Diventò rapidamente la supereroina scelta da un’intera generazione di bambini e ragazze (e casalinghe).

anni 70 wonder woman

Se anche voi siete fanciulli/e degli anni ’70, allora sicuramente vi ricorderete che questo era un decennio pieno di divertimento pre-Internet. Correvamo fino al tramonto senza che nessuno si preoccupasse particolarmente. State iniziando a sentire un po’ di nostalgia? Anch’io. Continuate a leggere per rivivere alcune chicche che sicuramente vi faranno sorridere e sognare. Altri fatti senz’altro vi faranno un po’ meno ridere, ma tutto sommato sono convinto che sarà una lettura felice… 

leggi anche:


La Moda Italiana degli anni 70

Il Made in Italy (clicca qui) è il concetto base della moda italiana.

Anche se lo Stato italiano è relativamente giovane e gli italiani sono il risultato di un’unificazione comandata, il potere della moda è stato in grado di far sentire alle persone quel glamour patriottico.

La moda è la colla che fa aderire gli italiani al loro paese, orgogliosi di avere designer internazionali, nati e cresciuti sotto il soleggiato cielo italiano.

anni 70

Il termine “Made in Italy” si riferisce ai tradizionali mestieri artigianali, che sono miracolosamente sopravvissuti se consideriamo i casini che ha vissuto il paese.

All’epoca, negli anni ’70, il ruolo della capitale della moda si diresse a Milano, che era considerata il cuore pulsante del “Made in Italy”, come avevo già spiegato nell’ articolo dedicato proprio al Made in Italy.

Il passaggio dagli anni ’60 agli anni ’70 cambiò la sensibilità dei designer, divenuti in grado di aggiungere al loro stile una vivacità imprenditoriale, prima di chiunque altro.

Alcuni designer come Pucci, Armani, Valentino, Missoni, Krizia, (la lista è lunga) hanno reso il “Made in Italy” un fenomeno mondiale in quanto anni ’70 furono fertili, pittoreschi e malvagi.

Le donne della classe media preferivano adottare un profilo basso a causa delle “uova marce” lanciate dai manifestanti. Di conseguenza esse sceglievano un ensemble su misura, una nostalgia malinconica dell’eleganza degli anni ’60. Le donne più audaci indossavano cappotti afghani, parka, jeans, pantaloni di velluto e camicie a quadri. Erano determinate a fuggire il più lontano possibile dall’eterico modello del Doris Day.

Questa tendenza anti-moda è stata introdotta da diversi marchi: Krizia, Missoni, Basile, Walter Albini e Armani. Si stavano spostando dal semplice concetto di “essere ben vestiti”, per adottare per la prima volta uno stile di vita definito.

anni 70

Il sarto passò ad essere uno stilista, il guardaroba divenne parte di un sogno, e un’immagine più strutturata differenziò i designer sia sul mercato che nell’immaginazione del pubblico.

Tutti i grandi designer lasciarono un’impronta significativa sul gusto e sull’economia del paese.

La storia della moda in Italia è stata molto ampia ed emozionante, e si riconosce l’orgoglio degli italiani del loro glorioso passato, anche se purtroppo lo sono un po’ meno riguardo al futuro. Tuttavia, credo che attualmente non sia soltanto un pensiero italiano ma sia piuttosto un sentimento abbastanza comune anche a livello mondiale.


Gli anni 70 non era solo Moda

Gli anni ’70 non erano soltanto moda purtroppo. A maggior ragione in Italia, dove gli anni ’70 erano chiamati anche gli “Anni di Piombo”a causa di guerre civili tra potenze governative e poteri terroristici.

È insolito che in questo periodo complesso, Milano, nucleo delle più tragiche lotte sociali e politiche, abbia mostrato la sua vocazione a diventare la capitale dello stile.

Un periodo di transizione. Una storia delicata durante gli anni 70

anni 70 anni di piombo milano

Aldilà della fortuna nel mondo della moda e della musica, gli anni ’70 furono densi di avvenimenti, di riflessioni, di preoccupazioni che non risparmiavano né gli studenti né gli operai. Le donne iniziarono a riconoscersi tra loro, l’outing tra dagli omosessuali iniziò ad essere meno scandaloso, i terroristi, la politica… Fu un decennio che rettificò la vita privata e evolse una società ormai addormentata reduce degli anni ’60, in cui la cosa più chiacchierata erano i Beatles (sciolti nel 1970 tra l’altro). 

Nasce il coraggio e l’assenza di scrupoli tra la gente in ogni anglo del mondo occidentale. 

Diciamo che lo squilibrio creò rivalsa.  


La musica Italiana

Negli anni ’70 la musica italiana continuò a seguire quel percorso di “cantautorato” basato sulle dinamiche politiche. È il decennio in cui Fabrizio De André (in foto qui sotto) ebbe pieno successo ed entrò nel regno degli artisti italiani più iconici di tutti i tempi.

Ammetto che la musica italiana non mi ha mai particolarmente rubato il cuore, ma la storia musicale e l’input che aveva sulla moda è piuttosto interessante. Poi, certo… io sono arrivato in Italia nel 1994 e non era nemmeno la mia dimora fissa, ma ricordo che alcuni artisti e cantanti italiani avevano un grande successo anche nel nord Europa. Celentano per esempio... con il suo Prisencolinensinainciusol... (ho persino questo singolo in vinile “45). 

Prisencolinensinainciusol

Forse il motivo per il quale non si sapeva tanto della cultura musicale italiana all’estero era dovuto al fatto che la società avesse mantenuto un’impronta più tradizionale basata sulla famiglia. Deduco che per questo motivo le “rivoluzioni sociali” siano state più lente.

La musica negli anni ’70 non era solo politicamente orientata.

L’Italia è sempre stata conosciuta per le sue canzoni d’amore, e gli anni ’70 si sono solo aggiunti a un elenco già lungo di classici. Stando in Italia da ormai più di vent’anni, ho capito l’importanza sociale che suscitava un Lucio Battisti o unFrancesco De Gregori e Mr Baglioni Claudio. O un Renato Zero e Loredana Berté, altri due protagonisti del panorama musicale italiano anni ’70 che si difendono bene anche nel 2020.


Marketing e Pubblicità. Il boom negli anni 70

Considerando che oggi si parla tanto di marketing, proprio negli anni ’70 c’era l’esplosione del marketing e della comunicazione. Ad ogni angolo della strada, lungo l’autostrada, su facciate di palazzi in costruzione, sulla radio, tv, ovunque sbucava una pubblicità di qualche brand o azienda. 

anni 70

Le relazioni pubbliche a livello creativo attirarono tanti giovani che diedero un aiuto significativo al “brand placement”. L”immagine” in quel decennio si rafforzò e aumentò la consapevolezza che l’utilizzo del mix di marketing e media stava diventando piuttosto vincente. La voglia sfrenata di battere la concorrenza attraverso slogan aggressivi ed immagini provocatorie era all’ordine del giorno.

Una curiosità particolare dagli anni 70 ad oggi

Nel 1970 la popolazione mondiale era di 3,7 miliardi di persone. Ad ottobre 2019 , quel numero era un po ‘più che raddoppiato, la popolazione mondiale ammonta a circa 7,7 miliardi.

Ecco, vi ho fatto un elenco delle cose più significative degli anni 70, spaziando dalla politica alla moda, dal divertimento alla musica. Spero che vi sia piaciuto e ci becchiamo nel prossimo articolo.

Per chi fosse amante della musica “black”e per coloro a cui è piaciuto il mio video introduttivo, allora clicca qui e cercherò di darvi una mano nel capire da dove viene la musica hip hop.

Fatemi sapere quali sono i vostri ricordi degli ani ’70 e cosa vi ha colpito o divertito di più? 

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