L’abbigliamento Made in Italy in una breve storia

L’abbigliamento Made in Italy in una breve storia

L’abbigliamento Made in Italy è un qualcosa che prima o dopo è sulla bocca di tutti. 

L’abbigliamento Made in Italy

Non è un segreto che la sartoria e stile italiano rimangono due punti di riferimento per acquirenti ed aspiranti designer a livello mondiale.

Il capoluogo lombardo è senza ombra di dubbio conosciuto a livello planetario-(tanto che per alcuni viene visto la capitale d’Italia)- e non a caso viene usato spesso nelle canzoni “made oltreoceano”, soprattutto nei testi dei più famosi rapper. In realtà l’unico scopo è ostentare il vestiario che possiedono come capi Made in Italy quali Prada, Gucci, Fendi, Balenciaga, Armani, Versace etc… 

Lo stilista Giorgio Armani è un icona assoluta nell’abbigliamento Made in Italy

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Giorgio Armani

Sono sicuro che mezzo mondo sa che Milano è un sinonimo per Fashion.

Non tutti sanno pero che i primi approcci della moda non riguardano Milano ma Torino.

Ebbene si, Torino fu la prima città ad occuparsi nel divulgare la moda Italiana a livello internazionale. Fu l’anno 1935. Spesso quando chiedi a qualche Americano chi è il King della moda? rispondono: Giorgio Armani. Attualmente, lui è sicuramente un icona planetario, ma tutto non nacque da lui come tanti potrebbero pensare.

Salvatore Ferragamo storia in breve

abbigliamento made in Italy

Il nome di spicco è Salvatore Ferragamo, nato nel 1898.

Lui era soprattutto conosciuto per la sua realizzazione di scarpe a livello nazionale ed internazionale.

In particolar modo nel mondo glamour Hollywoodiano, lui era già considerato uno stilista di alta bordo. Il resto è storia. La storia di Salvatore Ferragamo continua a gonfie e vele.

Ma torniamo alla città che oggi viene considerata il luogo esclusivo della moda, dopo Londra, Milano.

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Fashion Show

Dopo una sentita recessione del dopo guerra, oltre a qualche sfilata intima, tenuta a Torino, anche le città come Milano, Venezia e Roma seguivano l’esempio di presentare i capi al pubblico e cosi, sopratutto a livello nazionale, il concetto “moda” inizia a prendere forma e destare curiosità tra giornalisti e gente dello spettacolo.

Italian High Fashion Show

Ma fu Firenze, nel 1951, la prima città dove si è svolta la prima sfilata ufficiale:

The First Italian High Fashion Show. In quest’occasione veniva presentata la prima “fiera” dove compratori italiani ed americani potevano acquistare i capi ed accessori particolari. Oggi la fiera, anche se evoluta tantissimo si chiama Pitty.

Sartoria Caraceni

Grazie anche alla Sartoria Caraceni (originaria di Roma), che spesso crearono abiti per attori italiani, il Made in Italy conobbe un successo internazionale, anche grazie al cinema.

Sartoria Caraceni abbigliamento made in italy

Ma non solo! Pensare che Caraceni creava abiti su misura per i Rè della Grecia, Ives Saint Laurent, Humphrey Bogart, Miss Sophia Loren e molti altri.

Big Four Fashion Weeks

Come ormai noto a tutti coloro che conoscono un po la storia Milanese, questa città fa parte delle “Big four Fashion Weeks”, cui fanno parte inoltre; Londra, Parigi e New York.

La prima “ Milano Fashion week “ nacque nel 1958 e si manifesta due volte all’anno.

Tra metà gennaio e Marzo e tra Settembre ed Ottobre.

Come ogni anno, New York introduce la novità legata all’alta moda in seguito London e Milano, per poi finire nella città dell’amore, ovvero… Parigi.

Ma rimaniamo in Italia  

Roma, Firenze, Milano, Torino

Simultaneamente i compiti vennero divisi. La città di Roma si occupava dell’alta moda, invece Firenze era più orientata alla moda da boutique, un negozio di proprietà o show-room dove i stessi artigiani esponevano le loro collezioni e realizzazioni.

Milano e Torino si occupavano della produzione di abiti di confezione, meglio noti come “pret à porter”. In realtà significa che i capi non venivano particolarmente creati su misura ma cucite in taglie standard. Un po come conosciamo le varie taglie S-M-L -XL ecc.

Capi su misura

Tuttavia, all’epoca la sartoria (capi su misura) era un must per tanti. Anche per chi magari non poteva proprio permetterselo. Ma ad avere almeno un’abito realizzato su misura era fonte di orgoglio e stima.

Ma se parliamo di cosi tante diverse città dove la moda veniva creata ed espressa, allora perché Milano è diventata la città della moda per eccellenza? E’ diventata persino la seconda città più importante al mondo.

La risposta è: editori e giornalisti.

Furono loro a concentrarsi sopratutto nel capoluogo Lombardo.

Anni ’70

Durante gli anni ’70, Milano ormai godeva del boom economico, l’arrivo di studenti, la vita mondana, e la già forte presenze delle manifatture ed artigiani legati alla moda.

In realtà, Milano aveva tutte le carte in regola per promuovere l’industrie e le novità legati ad essi.

Gli anni ’70

Lobby Luoghi e Svago

Grazie anche alla cultura e la vita studentesca , i lobby ed i luoghi culturali e lo svago, l’abbigliamento era un ottimo modo per poter manifestare la provenienza, il modo di pensare, la vita sociale, appartenenza politica ecc.

Purtroppo o per fortuna (dipende dal proprio punto di vista), si creò una sorta di etichetta individuale. Una pertinenza. Un riconoscimento sociale. D’altronde tutt’oggi è uno status symbol possedere un’abbigliamento firmato Made In Italy

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Il Made in Italy è sempre molto apprezzato all’estero

In ogni caso, al quanto la moda, avendo tutti questi componenti concentrati nella stessa zona, fu facile per editori, già presenti sul territorio, a parlarne o divulgarne le notizie.

What’s hot, and what’s not.

Il resto è storia recente. In questa fase subentra anche il tanto amato ed apprezzato Giorgio Armani (ormai diventato stilista Milanese doc, inizia a vestire star dello grand schermo come Richard Gere, Diana Keaton e molti alti)

Vedere abiti suoi alla notte degli Oscar per esempio ha aiutato molto a farsi conoscere a livello mondiale, portando su ancora di più il Made In Italy come lo conosciamo oggi. Sfruttando riviste di fama, anche loro ormai presenti sul suole Milanese, ha fatto il resto. Il cult della moda ebbe inizio…

Chi si trovava nella città durante gli anni 80 e 90, sicuramente si ricorda come Milano ad un certo punto dedicava quasi tutta la sua energia sugli abiti, la moda, il modo di comportarsi e la nascita di diversi classi sociali e politiche basati sul vestiario.

T-shirt personalizzate

Avete presente le T-shirt personalizzate?

abbigliamento Made in Italy

Un indumento che ha fatto la storia è sicuramente la t-shirt. Un capo indispensabile. Se pensiamo tutt’oggi alle scritte ed esclamazioni che troviamo sulle nostre t-shirt per esempio, per far capire a chi legge cosa pensiamo e cosa ci rappresenta.

Io ho una t-shirt che mi piaceva da subito ed ha la seguente dicitura: occhi azzurri appartengono ai Principi, ma gli occhi scuri e la barba sono da Rè. Ovviamente è una provocazione, ma coerente con il colore degli occhi che ho e la barba incolta che porto. Se poi aggiungiamo che i Rè nelle storia e nei film avevano davvero occhi scuri, allora quasi quasi mi vanto. Ma la cosa che è veramente forte, è che io di cognome faccio Bonroy, che significa proprio “Buono Rè”. Buffo e quasi incredule, ma vero…ed io mi godo il momento e adoro quella t-shirt (lol)

Come alcuni sanno, lavoro ormai da molti anni come per diverse aziende d’abbigliamento, una di queste è Stone Island 

Stone Island

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badge originale Stone Island 1982-1986

Un brand a me particolarmente caro è proprio Stone Island, localizzato a Ravarino. L’ufficio stile si trova nel cuore di Milano in via Savona.. Collaboro con loro dal 2006 ed ho metà armadio proprio firmato con quel famoso badge (staccabile).

A volte può capitare di vedere qualche ragazza o donna ad indossare un capo Stone, anche se l’azienda non ha nessuna intenzione di creare abbigliamento per il sesso femminile.

Quindi purtroppo dovranno continuare a chiedere il maglione del proprio fidanzato…

abbigliamento Made in Italy
Eccomi qui …da Stone Island

Tuttavia, l’approccio che ha lo staff è quasi maniacale, sopratutto nel realizzare capi, ed i controlli non mancano mai da nessuna parte. Reparto stile, la zona modellistica, il laboratorio o l’ufficio prodotto.. la sorveglianza è un must in ogni dove, per poter soddisfare la sua clientela ogni stagione, anno dopo anno. Allo stesso tempo è un azienda di famiglia con un metodo di lavoro basato su etica, buonsenso e meritocrazia.

Questo brand nasce negli anni ’80 grazie alla mente lungimirante di Massimo Osti (R.I.P.), l’allora designer che ha lasciato un segno oggi e lo lascerà anche nel futuro senza alcun dubbio. 


Modelle anni 90

abbigliamento Made in Italy

Successivamente, alla fine degli anni 80 nascevano le TOP MODELS, ed il gioco era fatto.

Chi non si ricorda della pantera nera Naomi Cambel, Claudia Shiffer, Kate Moss o Cindy Crowford (in foto)?

Personalmente amo la moda, ma non da fanatico. Ho la fortuna esserci stato in mezzo per tanti anni come collaboratore esterno. La mia vicinanza alla moda nasce durante i lavoretti che svolgevo come modello, e grazie alle sfilate ed i shooting per diversi cataloghi. Avevo 17 anni quando mettevo i primi passi in questo campo e tutt’oggi mi presto per campagne, sfilate o presentazioni stagionali. Avendo a che fare con tanti stranieri, noto in prima persona che l’abbigliamento Made in Italy rimane un punto di riferimento per chi vuole rifarsi l’armadio ,..ma anche per coloro che vogliono copiare le idee stilistiche Made in Italy o per prendere semplicemente spunti, approfittando delle anticipazioni durante le nuove collezione o sfilate.

Strike a Pose

La mia intesa di moda è più basata nel sapersi vestire, senza per forza dover essere griffati dalla testa ai piedi per affermare sopratutto uno stato sociale. Chi ha carattere e gusto nel vestire, se la cava anche con qualche accessorio o giacca vintage. Non amo chi ostenta, ma mi piace chi sa vestirsi con gusto, esprimendo quello che rappresenta veramente. Sempre un bene tener presente che essere griffati dalla testa in giù non per forza fa di noi una persona migliore..

vediamo un po che tipo sei tu..

Abbigliamento Made in Italy : Second hand & Vintage

Purtroppo, troppo spesso imbattiamo in chi spende migliaia di euro per un capo, e nonostante non sa abbinare, non ha gusto..e manca quella classe e fascino che renderebbe tutto perfetto.

abbigliamento Made in Italy
what kind of fashion are you?

Tu che persona sei? Una vittima del fashion , una persona vintage? O semplicemente il tipo da jeans e t-shirt ?

Qui sotto troverete i negozi seconda mano più in vogue, e se avete la possibilità di abitare vicino uno di essi, consiglio a darci un occhio. A volte trovi cose ad un prezzo molto inferiore e non è detto che non troverete capi semi nuovi.

Luxury Second Hand Store

Infatti, spesso accade che il proprietario ha fatto un acquisto errato, qualche regalo non gradito, taglia sbagliata oppure capi messi soltanto una volta. In realtà trovi un po di tutto a prezzi veramente interessanti, sopratutto l’abbigliamento Made in Italy non mancherà all’appello.

Negozi Seconda Mano Luxury che meritano (online & offline)

Preloved Griffe Angela Oliva clicca qui

Lesly Luxury Vintage clicca qui

Lilium di Nadia Sperti – via Martiri della Libertà , 14 -31100 Treviso – tel: 3488553389

Sempreinmoda

A.N.G.E.L.O.  Ravenna

DADA VINTAGE. Napoli

CELESTE VINTAGE. , Firenze


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