Musica anni 80 vs la Moda anni 80, e non solo!

Musica anni 80 vs la Moda anni 80, e non solo!

Musica anni 80? Non era nulla senza la Moda, cosi come la Moda non era nulla senza la musica.

In un altro articolo avevo già svelato che (anche) grazie al cinema la moda è decollata più rapidamente. Cosi anche la musica ha influenzato tantissimo la moda degli anni 80, e non solo…

Musica anni 80

Cosa c’entro io?

Se hai letto “chi sono” , avrai notato che sono nato negli anni Settanta. Per la precisione nel ’71.

Quando avevo all’incirca 16 anni cominciai ad interessarmi più profondamente a ciò che era la moda, la musica, ai pensieri delle amichette, alle macchine…e persino alla politica. Insomma, ai trend in generale, come è giusto che sia durante il periodo adolescenziale.

A volte rimpiango quegli anni ’80, che per certi versi furono un periodo molto più semplice. Il presidente Reagan era alla Casa Bianca, il “social” si faceva sui prati, nei parchi, nel cortile… in camera da qualche amica/o

..la tecnologia ed internet non uscivano dai bunker militari sotterranei e i computer avevano le dimensioni di un salotto di un bi-locale.

Gli anni ’80 lasciarono una scossa di assestamento della moda, e i genitori furono lasciati a pulire la lacca da bagno, accettando una rivoluzione senza eguali, per decenni. Avevo un ciuffo pure io ai tempi, alla James Dean… (chissà quale immagine ti è venuta in mente ora, lol). Comunque sì, avevo il ciuffo, la cresta, i capelli lunghi e corti. Mai contento, o solo curioso di cambiare? Chissà?

L’abbigliamento era fiammeggiante, appariscente e particolarmente stretto, sopratutto per le donne.

Musica anni 80

Dagli abiti jazz, al neon di tua madre, alle brillanti scarpe di gelatina della tua sorellina. La moda e la musica anni 80 hanno lasciato il segno nei cuori di tanti.

La moda negli anni ’80 portò una vasta gamma di stili di cui oggi si vedono ancora gli effetti. Alcuni articoli e foto hanno superato la prova del tempo se si fa un giro su Instagram. A volte sembra come se fossimo stati proprio catapultati negli anni ’80.

Outfit Neon

Musica anni 80 vs la Moda anni 80

Quindi, a che serviva il trend della moda degli anni ’80?

Anche se non potremo mai rianimare alcuni dei classici momenti dei golden years, chiunque sia stato ad una festa a tema anni ’80 o abbia partecipato a qualche notte in disco dedicata a quegli anni, conosce il decennio della moda selvaggia. 

Chi non si ricorda la musica anni 80 dance o l’inizio della musica elettronica nonché psicadelicamente sperimentale? Ascoltate il brano che vi propongo alla fine di quest’articolo (sotto)… non ci crederete mai, ma è un brano che adoro da sempre. Che ricordi, mamma mia!!

Ho classificato 25 stili memorabili che hanno contribuito a definire il decennio.

Qui sotto ho fatto un elenco (personale) delle 25 migliori tendenze della moda anni ‘80. 

Musica anni 80 vs la Moda anni 80

Le acconciature durante l’era della musica anni ‘80

Gli anni ’80 sono spesso denominati come gli anni d’oro della musica pop per molti buoni motivi. Ho vissuto in pieno quest’epoca e per alcuni versi ci ritornerei volentieri! Anche se, ripensandoci, la moda musicale dell’epoca era a dir poco psicotica. 

Il movimento “glam metal rock” era particolarmente noto per la sua enfasi sui capelli eccentrici. Gli uomini che indossavano queste acconciature erano spesso visti dalle generazioni più anziane come deboli ed effeminati, ma le donne le adoravano!

Oltre ai “rockettari” che portavano una chioma discutibile, vi ricordate gli uomini con i capelli lunghi dietro? Oggi sono decisamente visti come “fuori luogo”, ma fu un trend che regalò una sorte di virilità all’uomo. Quella dell’uomo vissuto dal carattere forte insomma.

Quando si tratta della coda di cavallo maschile, i due “ragazzi” da guardare sono Steven Seagal ed Eric Roberts (fratello di Julia).

Seagal ha continuato a dedicarsi all’acconciatura per tutta la sua carriera, mentre Eric Roberts ha interpretato il cast del film Best of The Best. Nessun altro è riuscito a sembrare tosto da allora.

Capelli pettinati

Musica anni 80 vs la Moda anni 80

Innumerevoli uomini negli anni ’80 portavano questo taglio di capelli. Un precursore scompigliato dell’iconica acconciatura era Zack Morris. La chiave era di lasciarli corti ai lati e più in alto davanti. Ragazzi come per esempio Johnny Depp, Corey Haim, Jordan Knight e Matthew Broderick volevano sembrare un po’ sciatti. Vi ricordate “Happy Day’s” , la sitcom americana tutto pepe, pelle e ironia sociale? Adoravo!!

Stile skinhead

Dall’altra parte dello stagno, i giovani ribelli londinesi prediligevano la musica reggae e si caratterizzarono per l’adozione di uno stile unico. Il look era composto da bomber MA-1, polo Fred Perry infilata nei jeans Levi con le bretelle e le scarpe Doctor Martens (tornate in voga tra i giovani, soprattutto tra le ragazze). 

Lo stile skinhead era accessoriato con teste rasate ed atteggiamenti provocatori. Contrariamente alla credenza popolare, c’erano molti skinhead neri. Dopo tutto, i Rude Boys giamaicani ebbero un’enorme influenza nella sottocultura. Forse alcuni skinheads dei nostri tempi si lasceranno crescere i capelli dopo aver letto questo post (lol). 

Bandane e cerchietti 

Seguendo l’intera tendenza “rockstar / pirata” dell’epoca, molti (io incluso) si legavano una fascia intorno alla testa, o nel caso di Steven Tyler, anche attorno al supporto del microfono mentre si esibivano. Chissà se questa tendenza ritornerà a breve… se volete qualche bandana… scrivetemi… lol. 

Facce gialli sorridenti

Le faccine furono progettate negli anni ’70, e dagli anni ’80 in poi si iniziarono ad associare alla cultura della droga psichedelica come LSD ed extacy. Tuttavia, erano un simbolo positivo di buona volontà verso gli altri esseri umani, prima di tutte le parodie dei nostri giorni, così come l’avvento di emoticon ed emoji.

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Erano estremamente popolari sulle di t-shirt, sulle spille e sui gadget di ogni tipo. Alcune le “satirizzavano” macchiandole di sangue e trasformandole nella copertina astratta del capolavoro comico di Alan Moore e Dainal Gibbons, ‘Seminal’ 80, Watchmen, oltre a essere ironizzate nel film con Tom Hanks, Forrest Gump

Reebok

Non possono mancare alla lista le Reebok sneakers.

Reebok era diventato un brand enorme. 

Mentre ogni quartiere nel centro della città aveva un tizio che sfoggiava un paio di Reebok Classics, ovvero le Soldiers, le collezioni Freestyle e Dance Reebok erano di gran successo tra le donne. Un memorabile modello Dance Reebok aveva persino una doppia lingua.

Reebok freestyle

Nel 1982, infatti, Reebok ha debuttato con la scarpa da aerobica Reebok Freestyle, la prima scarpa sportiva progettata proprio per le donne. 

Nel 1982, infatti, Reebok debuttò con la scarpa da aerobica Reebok Freestyle, la prima scarpa sportiva progettata proprio per le donne. 

Il professionista del fitness Gin Miller diventò il volto di “Step Reebok”, la campagna e il programma di aerobica fitness dell’azienda. L’anno successivo, le vendite di Reebok furono di oltre $13 milioni. 

Durante gli anni ’80, Reebok iniziò a introdurre abbigliamento e accessori sportivi (oltre a entrare nel college / arena dello sport professionistico), insieme a una nuova linea di scarpe sportive per i bambini, i “Weeboks”, alla fine del 1980. Entro la fine dell’anno, le vendite di Reebok si aggirarono intorno al miliardo. A quegli anni una cifra immensa. 

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Una delle tecnologie più esclusive dell’azienda, la Reebok Pump, debuttò nel 1989 con oltre cento atleti professionisti che indossarono quelle calzature fino al 1992, tra cui anche Shaquille O’Neal.

Vivienne Westwood e la musica anni 80

Dama Vivienne Westwood è nota per aver davvero spinto in avanti lo stile punk. Ciò che Sir Paul Smith fece per il pop e per l’abbigliamento ispirato al dandy, Miss Westwood lo fece per lo stile anarchico. Parte di un movimento di design chiamato “New Romanticism”, lei collaborò spesso con il manager dei Sex Pistols, oltre che con alla futura icona punk Malcolm McLaren. 

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Malcolm McClaren e Vivienne Westwood

Negli anni ’80, la band Bow Wow Wow venne creata per una questione simile al The New York Dolls, una band glam / punk fabbricata ad hoc. Tranne per il fatto che il loro scopo principale era proprio quello di vendere i vestiti disegnati dalla Westwood. Fu una mossa a dir poco azzeccata. 

Spandex

Lo Spandex era ovunque negli anni ’80. Dai pantaloni casual ai rocker, che nutrivano una passione per i leggings da donna con stampe “animalier”. Non poteva esservi passato inosservato se avete avuto la fortuna di vivere in quegli anni.

Ovunque c’erano donne vestite in spandex che mostravano le loro curve, non entrando mai in volgarità però.

Negli anni ’80, la tendenza del fitness aveva raggiunto la sua massima popolarità, e le fashioniste iniziarono ad indossare i pantaloncini per strada.

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Donna in Spandex

Spandex diventò una fibra così popolare nel settore dell’abbigliamento che nel 1987 DuPont ebbe problemi a soddisfare la domanda mondiale. Oggigiorno è praticamente un’utopia in quanto la maggior parte delle aziende non riescono a smaltire lo stock (motivo per il quale nascono gli outlet). Negli anni ’90 si diffusero molti altri articoli realizzati con lo Spandex, tra cui una linea di successo di capi per fondotinta modellanti, venduti con il nome commerciale Bodyslimmers.

Spandeau Ballet per Banana Republic

Con l’avanzare del decennio, camicie, pantaloni, abiti e persino scarpe venivano realizzate con miscele di Spandex, e i rivenditori del mercato di massa come Banana Republic lo usavano per l’abbigliamento maschile.

Curiosità per intenditori

Lo scienziato tessile Dupont Joseph C. Shivers era determinato a trovare una fibra per sostituire la gomma negli indumenti. Fece una svolta nei primi anni ’50 quando utilizzò una sostanza intermedia per modificare il poliestere Dacron. 

Questa modifica produsse una fibra elastica in grado di resistere alle alte temperature. Dopo quasi un decennio di ricerca, la fibra fu perfezionata nel 1959. Originariamente chiamata Fibra K, DuPont scelse il nome commerciale “Lycra”per distinguerla dal suo marchio di fibra Spandex.

Il velluto 

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Il velluto è un tessuto morbido. Offre una sensazione lussuosa grazie alle proprietà elastiche di materiali proprio come lo spandex. 

Di punto in bianco lo si iniziò a vedere ovunque, più frequentemente su tute e felpe. Designer di fascia alta come Dior mettevano in mostra comodi maglioni con scollo a V in velluto, mentre marchi atletici come Fila creavano tute adatte a giovani trend setter.

Gucci e Hip Hop style! Un connubio di Moda e Musica anni 80

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Come ho già raccontato in un altro articolo, i rapper adoravano il Made in Italy, soprattutto artisti come Eric B. e Rakim, che amavano lo stile di Gucci. Chi potrebbe mai dimenticare il modo in cui tutti andavano ad incantarsi davanti alle felpe Gucci? 

Magliette aerografate

Le magliette aerografate sono quelle che generalmente di trovano sul lungomare, nel parco a tema o alla fiera della contea. Perfino i centri commerciali avevano chioschi dove si poteva pagare per realizzare una maglietta che immortalava momenti come ad esempio le vacanze di primavera, la proclamazione del proprio amore o semplicemente l’espressione di un sentimento del momento. Oggi, tante aziende continuano a creare la propria t-shirt per eventi particolari oppure in occasione di fiere in giro per il mondo. 

Maglietta per i muscolosi 

Il body building era diventata un’attività che coinvolgeva soprattutto i ragazzi.

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Per mostrare il ben di Dio, si indossavano spesso canottiere e magliette… I Rockstars, che odiavano le maniche lunghe, le tagliavano, così da migliorare il loro aspetto anti-autorità durante le loro esibizioni “rumorose” sul palco. 

Polo Lacoste

Prima che il Polo Pony fosse ovunque, Lacoste era il marchio preferito, soprattutto per gli sportivi “chic” che praticavano il tennis o il golf. Infatti, il tennis divenne molto praticato negli anni ’80 e per questo Lacoste fornì i guardaroba di molti tennisti di successo. Il logo del coccodrillo era ovunque, e non solo sulle polo, ma anche su cardigan, maglioni, giacche da golf, occhiali, pelletteria, profumi, asciugamani e orologi.

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Lacoste è una società francese, fondata nel 1933 proprio dai tennisti René Lacoste e André Gillier. René Lacoste, fondatore dell’azienda, è stato soprannominato dai fan “il coccodrillo”a causa della sua tenacia sul campo da tennis. Ecco dunque la scelta del coccodrillo. Un fatto curioso che non tutti sanno. 

Negli anni ’70 e ’80, il marchio era estremamente popolare tra gli adolescenti, che denominavano le camicie semplicemente “Izod”.

Nel 2005, quasi 50 milioni di prodotti Lacoste vennero venduti in oltre 110 paesi, poi purtroppo il marchio ebbe il suo declino, dovuto anche ad una concorrenza senza sosta. 

Esprit

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Non so se il brand fece tanto furore in Italia, anche se in un certo senso alcuni italiani erano coinvolti nel marketing del brand. È curioso sapere che i due fondatori di Esprit furono gli stessi che realizzarono il brand The North Face, altro marchio di successo che oggi appartiene al gruppo VF, anche proprietario di Napapijri, Wrangler e Vans. 

Il periodo di massimo splendore di Esprit fu proprio negli anni ’80, e vide l’introduzione della “Real People Campaign”, che fu girata dal fotografo Oliviero Toscani, meglio conosciuto come il fotografo amico della famiglia Benetton. 

Mi ricordo come alcune amiche di allora dovevano avere a tutti i costi quella borsa verde di Esprit, legata al concetto “real people” (persone vere). 

Da allora, il brand registrò un forte calo di popolarità. Malgrado ciò, mi ricordo come se fosse ieri che entravo nel negozio Esprit nel centro di Anversa (Belgio) alla ricerca di qualche chicca nuova. Il negozio era enorme, paragonabile al negozio Zara di oggi. 

I Benetton 

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Quest’azienda si trova proprio a Treviso, la mia città adottiva. Ho lavorato svariati anni per questa famiglia, e devo dire che mi sono anche trovato estremamente bene. Se non erro, fui legato al marchio dal 2001 al 2005. 

Benetton fu un marchio iconico negli anni ’80 e ’90, e dopo allora faticò a riconquistare questa posizione. Nel 2012, il gruppo Benetton venne cancellato dalla borsa e ora è una società controllata dalla stessa famiglia Benetton. 

Il Gruppo e famiglia Benetton

…non erano soltanto all’interno degli affari di abbigliamento, bensì entrarono in Formula 1 come sponsor di Tyrrell nel 1983, poi Alfa Romeo nel 1984; questo accordo fu esteso ad Alfa e Toleman nel 1985. La Benetton Formula Ltd. fu fondata alla fine del 1985, quando i team Toleman e Spirit vennero venduti alla famiglia Benetton. Il team vide il suo più grande successo sotto la direzione di Flavio Briatore, e qui eravamo già entrati negli anni ’90.

Dieci anni prima, nel 1980, i Benetton aprirono un negozio a New York e nel 1982 a Tokyo. Nello stesso anno inizia la collaborazione con il fotografo Toscani. Non mancarono le polemiche per le campagne spesso provocatorie, ma nonostante ciò il marchio si portò a casa una serie di riconoscimenti ed awards nell’ambito della pubblicità e del marketing. La famiglia entrò in borsa a Milano, Francoforte e New York.

Maglioni legati intorno al collo

Vorrei spendere due parole per questo atteggiamento che non mi è mai e poi mai piaciuto. Quando vedevo spuntare uno col maglione sopra le spalle mi veniva l’orticaria.

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Nei film era un chiaro segno che il personaggio era un cattivo furbetto. Nella vita reale però, era una dimostrazione che questa persona faceva più soldi di te (probabilmente appartenevano ai loro genitori) e non perdeva occasione per mostrarlo. Odiosi! Comunque, fu una tendenza tipica degli anni 80, e per coerenza l’ho aggiunto (hehe).

Le Minigonne

Poco tempo dopo che la minigonna divenne la prima scelta di moda, tutti i papà iniziarono contemporaneamente a chiedere alle loro figlie increduli: “SEI FUORI, MA CHE C*ZZO FAI E DOVE VAI ?!”

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A partire dalla fine del XIX secolo i primi movimenti femministi iniziarono a ritenere le gonne portate allora troppo scomode: queste erano costituite da tessuti pesanti, lunghe fino a terra o poco meno, e spesso indossate sopra a sottovesti altrettanto lunghe. Con l’approssimarsi alla fine del secolo la femminista francese Hubertine Auclert arrivò a creare la Lega per le gonne corte, raccogliendo la rivendicazione di molte donne per un abbigliamento più comodo, che potesse garantire una maggiore autonomia di movimento.

Fonte Wikipedia 

Lucciole della notte

Ciononostante, mi ricordo come creava spesso scalpore l’immagine di una donna con indosso una minigonna. Tant’è vero che le “lucciole della notte” contribuivano al disprezzo di tale capo, soprattutto da persone più anziane e mentalmente più chiuse. In Belgio esistono delle case (ormai chiuse da quarant’anni) con in mostra una fanciulla seduta dietro una finestra che indossa una minigonna (intendo dire mini-mini-mini), mostrando sostanzialmente tutto il suo avere. 

Non mi ricordo benissimo se la minigonna ebbe alti e bassi nella scena “moda”, ma nel 1982 Valentino preannunciò un cambio di interpretazione, in grado di dare vita al il movimento del corpo e rivelando un “sexy vedo non vedo” attraverso gonne decisamente più lunghe.

In parte aveva azzeccato, fino a quando l’interesse per gli sport migliorò la forma fisica. 

Di conseguenza era quasi un atto volto a mostrare le gambe, e senza alcuna perdita di tempo, la minigonna tornò nuovamente in voga, così come mini abiti e tailleur corti e sexy.

Issey Miyake

Io conoscevo Issey (non di persona naturalmente) attraverso un suo profumo che mi sono spruzzato addosso per almeno 6 o 7 anni.

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Invece, nel mondo dell’abbigliamento, mi spiegarono che la designer divenne famosa per la rivoluzione che diede alle pieghe, scoprendo un modo che favorisse il movimento e che rendesse le pieghe più facili da produrre.

Fu un’innovazione logistica nel settore della moda. I concetti e le visioni di Miyake ebbero molto a che fare con il rinnovo, come la sua collezione A-POC, che consisteva in capi realizzati semplicemente con un pezzo unico di stoffa. In ogni caso, anche per il suo profumo, alla fine degli anni ’80 lei seppe farsi notare a livello planetario. 

Dancewear che ha dominato la musica anni ’80

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Body, scaldamuscoli e fasce in spugna per la testa… oh santa Maria, vi ricordate!? Che tu ti stia esercitando con la tua routine Flashdance o che tu sia un extra in un video di aerobica, non puoi evitare questi indumenti flashy. Per nominarne soltanto quattro… Cindy Lauper, Madonna, Olivia Newton Jhon… Jane Fonda… Devo dire altro? Solo a pensarci vi spunta un sorriso.

Jeans strappati

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Quello che i più giovani lettori tra di voi probabilmente non sanno, è che i jeans strappati erano assai di moda verso la metà degli anni ’80, ma estremamente odiati dai genitori. Erano molto amati tra i giovani trendsetter e i genitori a quel punto perdevano la battaglia della rigorosità. 

Farla franca

All’epoca, per non farmi beccare dai miei, mettevo i jeans strappati dentro un sacchetto di plastica e mi cambiavo dietro l’angolo per non farmi vedere (avevo 16 anni credo). Nella testa collettiva dei nostri genitori era un capo osceno e di poco gusto.

C’era un cantante olandese di nome Richenel a cui mi ispiravo. Aveva i jeans completamente strappati, davanti e dietro (non comodissimi da infilare perché con il piede beccavi mille buchi).

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Anche gruppi come The Ramones sostennero questo look, di solito completato da una giacca Rad Schott Perfecto (quella famosa giacca in pelle con la zip sghimbescio).

Giacche Jean lavate

Per rimanere un po’ in tema jeans, un must da avere nell’armadio è la giacca Blu Jean “used”. 

Le giacche Jean erano una necessità assoluta negli anni ’80, e per me lo è tutt’ora. 

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Doveva essere lavata spesso per mantenerne la morbidezza, o anche trattata con un lavaggio di pietra per renderla ancora più trendy, o ancora con un lavaggio acido per farla diventare super cool. Non veniva mai buttata… più era un look “usato”, meglio era. Difatti, in ogni stagione primaverile sfoggio ancora con piacere la mia giacca in jean di Stone Island denim. Un capo da avere dunque. 

Miami Vice Style

Non so perché, ma mentre scrivo mi viene in mente Miami Vice..

Quanto tempo fa ragazzi… uuuuh. 

Crockett e Tubbs facevano tendenza grazie ai tizi in abito di colore chiaro con sotto magliette color pastello. Inoltre, non posso criticare la propensione di Crockett ai mocassini (anche se io non sono un forte sostenitore di queste calzature) ma opterei più per l’affinità di Tubbs per i completi a doppio petto. 

New Wave , una nuova onda di musica anni 80

“New Wave” letteralmente significa “onda nuova”, e ne feci parte per qualche annetto. 

Sapete com’è, vestito di nero, spilli ovunque, scarpe a punta e cresta (mi vedi?), ed ho ancora tanti dischi su vinile di quell’era. 

Musica anni 80 vs la Moda anni 80

La musica New Wave prese lo stile punk e lo mescolò con aspetti della cultura del glam rock. Musicalmente era più sperimentale e includeva l’uso di sintetizzatori elettronici. Per quanto riguarda la moda, fu un gran casino. 

Uomini col trucco, cravatte sottili e ogni sorta di strana attrezzatura su misura caratterizzarono lo stile eccentrico del genere. Però mi vengono in mente parecchi artisti che mi hanno fatto ballare…fino a notte fonda… 

Gruppi che mi piacciono tuttora, anche se un pò “underground” come stile, sono gli Executive Slacks e gli Liasions Dangereuses

Run DMC, icona indiscussa della musica anni 80

La musica anni ‘80 include per forza brani di questo gruppo rivoluzionario.

Musica anni 80 vs la Moda anni 80

Una tendenza introdotta da Run DMC furono le Adidas Superstars con le lingue spuntate fuori, quasi più come una spavalderia extra. Non era la tendenza più pratica, fidatevi… perché per fare una corsa veloce, si rischiava di rimanere scalzi per strada… ma se lo si faceva bene, si diventava uno tipo di quelli “super cool”. 

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Madonna & MJ, senz’altro due icone della musica anni 80

Madonna e Michael, a mio avviso, sono le due icone più grandi in assoluto degli anni ’80 in fatto di musica pop. The King and the Queen of pop music. Punto. 

Musica anni 80 vs la Moda anni 80

Secondo me tutti noi abbiamo almeno un brano di loro due, no? Magari su qualche vecchia cassetta audio o un 45 giri. 

Tuttavia, rimangono due grandiosi artisti che ci hanno fatto cantare e ballare ovunque… in radio, in tv, in disco, ai concerti… insomma… fanno parte della nostra vita (vissuta), almeno indirettamente. 

Io facevo pure concorsi di playback con tanto di coreografia mentre mia nonna mi faceva i vestiti (ovviamente avevo anche il guanto e i calzini bianchi). Se trovo qualche foto in giro la inserisco più avanti. Devo cercarla. 

Icone della musica anni 80

Mi dispiace che questo post parli solo della moda e della musica degli anni 80, perché su questi due (Madonna – MJ) avrei mille cose da raccontare. Magari farò un post su loro due e sugli anni ’70, ’90 e 2000… 40 Anni di storia musicale mondiale, pazzesco.

In realtà, per me (come solisti) ci sono state tre icone che hanno segnato maggiormente la “musica anni 80”; Michael Jackson, Madonna e Prince (anzi, facciamo quattro e aggiungo anche Witney Houston per par-condicio).

Con la morte di Prince poco tempo fa è rimasta soltanto Madonna.

Questi quattro artisti furono le principali icone della cultura pop che cambiarono lo status quo di ciò che era l’industria musicale. Insieme hanno avuto 25 primi posti solo negli anni ‘80.

  • Madonna ben 7 primi posti mondiali
  • 7 anche per Michael
  • idem per Whitney 
  • 4 invece per Prince the Symbol

Certo, esistono George Michael (r.i.p), Sting, Boy George …Kate Bush, Cyndi…. ma come loro quattro, nessuno (oggettività).

Poi certo, se parliamo della loro vita privata… tutt’altra storia, ma stiamo parlando degli anni Ottanta e delle sue mode. Right. Tanto, la gente continuerà a criticare Madonna fino alla sua morte. Solo dopo la sua morte le persone si renderanno conto di quanto fosse meravigliosa e le daranno credito, lo stesso che successe con MJ, così come a tanti altri. 

Musica anni 80, che emozioni

A breve farò una playlist personale di tutti brani che hanno influenzato la mia vita..

Prima parlavo di due gruppi New Wave, ed ecco qui sotto un brano dall’inizio degli anni ’80 che porto dietro da sempre ….crazy heavy tunes, non scontato affatto..

Executive Slacks – The Bus

Made in Italy

Pruduct Stone Island

Vi ricordate il mitico brand italiano Stone island, nato all’inizio degli anni 80? Clicca qui

Hai già quasi 40 o 50 anni? Meglio correre ai ripari..

Immagina se usassi questo prodotto (clicca qui) dagli anni ’80 in poi… mai troppo tardi… migliora la tua vita anche tu..

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